Cos'è il Mal di testa cronico

Il termine mal di testa è il più diffuso, il più usato per indicare un dolore che può essere modesto, compatibile con la vita quotidiana. In alcuni casi però può diventare devastante perché non permette di concentrasi su niente: impedisce lo svolgimento di studio e lavoro, impedisce di programmare vacanze o divertimenti. Può arrivare ad essere così violento da dissuadere molte sofferenti dal mettere al mondo figli: temono di non poter essere una buona madre disponibile, vivace, allegra perché il dolore leva forze e felicità.

Un po’ di numeri per comprendere la dimensione del problema del mal di testa cronico:

nei paesi avanzati e nelle zone industrializzate la cefalea ha una frequenza intorno al 50%, fino ad un massimo di oltre il 70%. Si parla qui di cefalea senza sottilizzare sul grado di severità. Se invece ci si chiede quanti siano gli sfortunati che versino in condizioni di difficoltà di vita, come quelle descritte per la cefalea cronica, allora ci troviamo di fronte a numeri molto inferiori: dallo 0.4 % al 7% della popolazione in Italia, a seconda delle aree osservate. Un numero basso? Ma se si va a fare il calcolo numerico è un esercito enorme di persone: soprattutto donne e soggetti giovani e giovanissimi. Cosi tante persone da domandarsi: ma dove si nascondono? Dove? – “Sono qui tra noi, SONO IL POPOLO DEGLI INVISIBILI“. Hanno un male che non si vede, quindi loro stessi spesso pensano di non aver diritto alcuno, neanche a lamentarsi. E’ un male dove non ci son ferite, né spandimento di sangue: la solidarietà degli altri svanisce, talvolta soppiantata dall’irritazione per un male che non si vede, ma continua ad incalzare.

E’ così che alla fine gli INVISIBILI sono perfino contenti di restare INVISIBILI. Succede spesso che il mal di testa, specie cronico, venga attribuito alle cause più svariate. E’ facile che il paziente con cefalea cronica si trovi con un estesissimo carteggio ed alla fine si costruisca un’ ipotesi sua sull’origine del suo mal di testa. Ipotesi che non lo soddisfa ma gli serve a mettersi il cuore in pace.

L’ORIGINE DEL MAL DI TESTA CRONICO

La verità è che i meccanismi d’origine sono identificabili. Si può provare a sintetizzare questo problema nel modo seguente: – Chi soffre di mal di testa cronico, specie chi è affetto da emicrania cronica ha un difetto ereditario che riguarda ” la muraglia di difesa dal dolore” che tutte le creature dovrebbero avere ben sviluppata. Si può dire che si ha tanta più possibilità di diventare cronici quanto maggiore è la nostra “eredità” di “povertà” dei sistemi di difesa dal dolore. Insomma tanto più si “nasce poveri” quanto più è possibile che “ci vada a finire davvero male”. Questa scarsità di difesa dal dolore è permissiva rispetto ad una “ipertrasmissione” dei segnali sensitivi-dolorosi. Tornando al paragone che si faceva prima dove i sistemi di difesa dal dolore erano stati rappresentati come una cinta muraria di difesa si può dire che quando questa cinta è già piena di crolli e crepe il dolore riesce via via a farsi strada sempre di più, a buttar giù aree sempre più vaste di muro.

Se il muro è “nato” di pessima qualità cadrà quasi completamente e il dolore sarà libero d’ istallarsi , di diventare fisso, cronico.

Qual è il ruolo degli analgesici, dei calmanti del dolore, a questo punto? Per un momento ci dobbiamo mettere dalla parte dei difensori del muro di cinta e si va a dire che dal punto di vista strategico in queste condizioni non servono a ricostiture la perduta guarnigione, a rimediare la disfatta. Allora a cosa possiamo farli assomigliare a questo punto? Forse ricorderete quando eravate ragazzini e andavate in bicicletta ed avevate la scatolina delle toppe di gomme da appiccicare sui fori delle gomme. Ecco, in questo caso gli analgesici, i calmanti del dolore sono quelle piaccichette, quelle toppe. Servono per fare un tratto di strada poi , però bisogna andare a mettere a posto la gomma: una gomma tutta di toppe non regge. Nel nostro caso bisogna curarsi: un emicranico tutto di calmanti del dolore non regge a lungo. Attenzione però: il largo uso d’analgesici è un indotto della vita che è uguale per tutti noi, anche per coloro che soffrono di emicrania cronica. Anche loro debbono fronteggiare un numero altissimo d’impegni familiari e lavorativi, devono essere attenti, attivi, fronteggiare scadenze: col mal di testa è impossibile o difficilissimo. Quindi nessuno si deve sentire personalmente colpevole del fatto di prendere “troppi calmanti del dolore”. Sono molti rari coloro che ne prendono solo per “paura del dolore” e nessuno lo prende “perché gli piace”. Quando un sofferente entra in superuso è ‘ solo segno che “è suonata la campana”: a questo punto il paziente ha bisogno di un aiuto specifico per la sua forma: CRONICA APPUNTO.