Cannabis Terapeutica

Agosto 2015.

Il Governo USA dice che la Cannabis può uccidere le cellule del cancro.

Ancora altri studi saranno intrapresi…”

Leggi l’articolo

 

La Scienza Dietro la Cannabis Terapeutica

 

I livelli di azione della Cannabis son stati esposti nell’articolo sulla Cannabis nel Blog clicca il link

Si dice che non c’è letteratura per la Cannabis impiegata nei pazienti cancerosi. Domanda: E’ vero?

Intanto precisiamo che tipo di domanda bisogna porre.

La domanda è:  i cannabinoidi possono esser impiegati con aspettativa di risultato nei pazienti col cancro?

Cosa sono i cannabinoidi? Nell’articolo che compare nel blog clicca il link, si è parlato di cannabinoidi,  ad ogni modo, diciamo in sintesi, che questi sono i componenti attivi contenuti nella Cannabis.

Bene, anche il nostro organismo produce sostanze sovrapponibili caratteristiche: si chiamano endocannabinoidi.

Le sostanze  prodotte dall’uomo o estratte dalle piante , agiscono a livello di recettori specifici, di zone che li accolgono e con questi interagiscono: i recettori per i cannabinoidi. Gli endocannabinoidi aiutano l’organismo nella rigenerazione e svolgono un ruolo nel sistema immunitario; pertanto tutto condurrebbe a farci dire che sarebbero tesi a “ricreare  un ambiente, un corpo sano”.  Sono i cannabinoidi, non la cannabis in sé, a poter legare quindi qualche ipotesi di speranza circa il controllo su una corretta rigenerazione tissutale.

Allora la domanda è: ma esiste qualche dato scientifico che ci parli di  cannabinoidi usati nel cancro? Si , c’è.

E qui vi è un breve, non completo elenco:

 

Dati

Carcinoma cerebrale

Studio condotto nell’università di Madrid: Il tertraidrocannabinolo -un cannabinoide- è capace di inibire il fattore di crescita tumorale : tumour growth. La somministrazione di cannaibinoidi non era associata a particolari effetti avversi o effetti. Il tetraidrocannabinolo diminuiva le cellule tumorale in 1/3 dei pazienti. Lo studio è su un basso numero di casi.

M Guzman et al. A pilot clinical study of Δ9-tetrahydrocannabinol in patients with recurrent glioblastoma multiforme M Guzmán1, British Journal of Cancer (2006) 95, 197–203

Uno studio interessante sottolinea come questi principi attivi possano proteggere il sistema nervoso centrale, in semplici  parole, i neuroni dalla neurodegenerazione, cosa che non sembra così negligibile in molte patologie, cancro incluso.

M. van der Stelt e al . Neuroprotection by Δ9-Tetrahydrocannabinol, the Main Active Compound in Marijuana, against Ouabain-Induced In Vivo Excitotoxicity . The Journal  of Neuroscience   1 September 2001, 21(17): 6475-64M.

Uno studio ha esaminato gli effetti  di un cannabinoide, il cannabidiolo sulle cellule del glioma umano. Ne risultava che questo cannabinoide induceva un decremento deciso nella vitalità delle cellule che componevano il glioma, pertanto gli autori concludevano che il cannabinoide fosse provvisto di capacità anti tumorali.

Paola Massi et al Antitumor Effects of Cannabidiol, a Nonpsychoactive Cannabinoid, on Human Glioma Cell Lines  The Journal of Pharmacology And Experimental Therapeutics 308, 2003

Uno studio evidenzia il ruolo dei cannabinoidi nei tumori cerebrali  che risultano particolarmente resistenti alla terapia convenzionale per cui è necessario trovare soluzioni stante la misera prognosi che senza sforzi terapeutici ulteriori questi pazienti avrebbero. Questo è uno studio veramente ad esiti “trionfali” poiché riporta regressione del glioblastoma multiforme.

Sofía Torres et al. Combined Preclinical Therapy of Cannabinoids and Temozolomide against Glioma. Molecular Cancer Therapeutics, 10, 2011

Cancro della Mammella

Uno  studio condotto in California, individua la capacità dei cannabinoidi nell’inibire la proliferazione delle cellule tumorali del carcinoma mammario  e nel decrementare le capacità invasive dello stesso, lo stesso studio indica un decremento delle masse.

McAllister SD et al. Pathways mediating the effects of cannabidiol on the reduction of breast cancer cell proliferation, invasion, and metastasis. Breast Cancre TreatBreast Cancer Res Treat. 2011 Aug;129(1):37-47

Uno studio ha messo in luce che un cannabinoide, il THC, come anche il cannabidiolo, riducano marcatamente  la crescita delle cellule tumorali del cancro della mammella.

Ligresti A et al. Anti-tumor activity of plant cannabinoids with emphasis on the effect of cannabidiol on human breast carcinoma

The Journal of Pharmacology and Experimental Therapeutics 5, 2006

Uno studio ha dimostrato che il  principio attivo della cannabis flos detto THC riduce  la crescita del tumore. I cannabinoidi inibirebbero la proliferazione delle cellule cancerose, procurerebbero una apoptosi – morte – delle cellule cancerose e determinerebbero una diminuzione della angiogenesi tumorale – tutte ottime cose per chi deve combattere contro il cancro. Pertanto questo studio sembrerebbe fornire una ragionevole base per l’uso dei cannabinoidi  nelle terapie per il cancro.

Cannabinoids reduce ErbB2-driven breast cancer progression through Akt inhibition

Caffarel MM et al Molecular Cancer 2010, 9:196

Il sopramenzionato studio era stato, in qualche termine anticipato dai dati , ottenuti nel ’98, che indicavano  come i cannabinoidi potessero inibire la proliferazione delle cellule tumorali del carcinoma mammario.

De Petrocellis L et al. The endogenous cannabinoid anandamide inhibits human breast

cancer cell proliferation. Proc. Natl. Acad. Sci. USA Vol. 95, pp. 8375– 8380, July 1998

Cancro del Polmone

Uno studio ha definito che  il principio attivo THC  inibisce il  fattore di crescita detto epithelial growth factor che ha a che fare anche con la migrazione  delle cellule del cancro al polmone, pertanto  il THC, principio attivo contenuto nella cannabis flos è stato indicato come nuova molecola nel controllo della crescita e della metastatizzazione di alcuni tipi di  cancro polmonare.

A Preet, R K Ganju,  J E Groopman. Δ-Tetrahydrocannabinol inhibits epithelial growth factor-induced lung cancer cell migration in vitro as well as its growth and metastasis in vivo Oncogene (2008) 27, 339–346; doi:10.1038/sj.onc.1210641

Uno studio ha stabilito che i cannabinoidi inibiscono la metastatizzazioni in questo tipo di cancro, attraverso una diminuita capacità delle cellule tumorali stesse a divenire invasive.

Ramer R et al. Cannabidiol inhibits lung cancer cell invasion and metastasis via intercellular adhesion molecule-1. FASEB J. 2012 Apr;26(4):1535-48

Uno studio ha messo in luce il ruolo dei recettori per i cannabinoidi a livello delle cellule del cancro polmonare. Ne è emersa una serie di caratteristiche efficaci che potrebbero  candidare i cannabinoidi alla terapia , al trattamento contro la progressione-migrazione delle cellule del cancro al polmone.

Preet A et al. Cannabinoid receptors, CB1 and CB2, as novel targets for inhibition of non-small cell lung cancer growth and metastasis. Cancer Prev Res (Phila). 2011 Jan;4(1):65-75

 

Cancro della Prostata

Uno studio illustra una diminuzione nel numero delle cellule tumorali nel cancro della prostata ed il meccanismo di questo decremento si avvale di una stimolazione dei recettori per i cannabinoidi.

Mimeault M et al. Anti-proliferative and apoptotic effects of anandamide in human prostatic cancer cell lines: implication of epidermal growth factor receptor down-regulation and ceramide production. Prostate. 2003 Jun 15;56(1):1-12.

Uno studio mette in luce diverse evidenze che provano l’efficacia della cannabis flos  nel carcinoma della prostata.

JA. Ramos and FJ Blanco. The role of cannabinoids in prostate cancer: Basic science perspective and potential clinical applications. Indian J Urol. 2012 Jan-Mar; 28(1): 9–14.

Un altro studio , questa volta portato  a termine solo a livello clinico, quindi solo sui pazienti e senza prove su animali,  sostiene che l’uso o almeno il tentativo di uso di cannabinoidi deve esser visto come un dovere quando si tratta il carcinoma prostatico. Gli autori sostengono di aver riscontrato che i cannabinoidi diminuiscono effettivamente la vitalità delle cellule tumorali nel cancro della prostata.

De Petrocellis L Non-THC cannabinoids inhibit prostate carcinoma growth in vitro and in vivo: pro-apoptotic effects and underlying mechanism. Br. J Pharmacol. 2013 Jan;168(1):79-102.

Linfomi e Leucemie

Uno studio ha evidenziato che i cannabinoidi inibiscono la crescita tumorale e inducono apoptosi- morte cellulare a livello delle cellule maligne. Lo studio è stato finanziato dall’ Istituto per le ricerche Svedese e  dalla Cancer Society di Stoccolma.

Kristin Gustafsson et al. Cannabinoid Receptor-Mediated Apoptosis Induced by R(+)-Methanandamide and Win55,212-2 Is Associated with Ceramide Accumulation and p38 Activation in Mantle Cell Lymphoma. Molecular Pharmacology , 7, 2006

Uno studio  successivo  evidenzia  come i cannabionoidi esercitino un effetto antiprolifertivo  e proapoptotico –induttivo cioè verso la morte cellulare-  in vari tipi di cancro e in alcuni tipi di linfoma.

Kristin Gustafssonet al . Expression of cannabinoid receptors type 1 and type 2 in non-Hodgkin lymphoma: Growth inhibition by receptor activation. International Journal of Cancer  123(5): 1025–1033, 2008

Uno studio definisce come i principi attivi della cannabis flos possano indurre apoptosi- morte delle cellule tumorali nella leucemia.

Jia W et al..  Delta9-tetrahydrocannabinol-induced apoptosis in Jurkat leukemia T cells is regulated by translocation of Bad to mitochondria. Mol  Cancer Res. 2006 Aug;4(8):549-62.

Cancro della Bocca

Uno studio mette in luce che i cannabinoidi sono capaci di inibire in modo potente la respirazione endocellulare propria delle cellule maligne dei tumori della bocca altamente maligni.

Whyte DA et al. Cannabinoids inhibit cellular respiration of human oral cancer cells. Pharmacology. 2010;85(6):328-35

 

Cancro del Pancreas

Uno studio evidenzia come i recettori per i cannabinoidi siano presenti sulle cellule dei cancri del pancreas , come evidenziato da test fatti su biopsie.  Questi recettori sono molto più numerosi che nel pancreas  dove non vi è alcun tumore. Inoltre , la somministrazione di cannabinoidi induce apoptosi- morte – delle cellule tumorali. Gli autori inoltre indicano come i cannabinoidi  riducano sia la crescita che la diffusione delle cellule tumorali.

Vara D et al. Anti-tumoral action of cannabinoids on hepatocellular carcinoma: role of AMPK-dependent activation of autophagy. Cell Death Differ. 2011 Jul;18(7):1099

Considerazioni Finali

Pur restando necessario indagare e verificare ulteriormente, i dati scientifici indicano l’efficacia dei cannabinoidi, quindi dei principi attivi  della cannabis flos – nella patologia oncologica. Ovviamente non tutto è stato fatto e questo non significa certo che ci si deve affidare al “fumo della canna” che, peraltro, “brucia” la maggior parte di questi principi attivi.

Comments (4)

    • Si acquista in farmacia utilizzando ricetta adeguatamente redatta.
      Il prescrittore dovrà aver cura di ottemperare quanto indicato nella Gazzetta Ufficiale del novembre 2015, deve quindi compilare una serie di schede pertinenti il paziente in forma però coperta da privacy onde aver un archivio utile anche a livello d’altri enti e strutture.
      Per il paziente la cosa più importante è che il medico abbia esperienza in queste prescrizioni, comprenda bene le finalità da raggiungere e eviti i possibili effetti avversi.
      Altresì importante il laboratorio a cui ci si rivolge al fine di realizzare la completa, assoluta realizzazione del prodotto con le quantità di THC e CBD esatte e calibrate per il paziente che è in condizione di grande fragilità tale da dover esser valutato accuratamente nella sua interezza d’essere umano.
      Un caro saluto

  1. Gent.mi buongiorno,
    Inanzitutto i miei più sinceri complimenti per il vostro impegno in questa battaglia sociale importantissima e decisiva. Ho 51 anni epatopatico (hcv correlato) dal 1991 + soffro di una importante malattia intestinale (2 resezioni) e mi sono curato da sempre con la cannabis (la peggiore in assoluto quella del”fumaccio” da piazza) alleviando una nausea costante da 20 anni,dolori, e sollievo a tutte le terapie più o meno importanti ( dal comune antibiotico alla chemio o interferone)
    Oggi vi contatto per un mia collega che soffre di LUPUS diagnosticato ormai da 10 anni ed è sopraffatta da antiinfiammatori andidolorifici ed antidepressivi in quantità industriale, sto cercando di produrre quante più evidenze e pubblicazioni mediche (anche in inglese) reletive a quanto sopra quindi alla possibilità di trovare sollievo ad una malattia invalidante come questa.
    Link a database per poter produrre documenti che lei possa presentare al suo restio staff medico curante dell’ ospedale di Careggi (FI)
    Grazie a tutti anticipatamente.
    Luca

    • Gentile Signor Luca,
      lei fa cosa importante e preziosa.
      In realtà la Regione Toscana ha predisposto in modo che l’uso terapeutico dei
      cannabinoidi resti ,ove possibile, a carico del SSN, così dal 2011. E’ però vero
      che la normativa non è chiarissima, che le casistiche non sono ampie sebbene i
      dati della ricerca di base e sull’animale siano ormai molti. Vi è inoltre il
      fatto che la gran parte delle formulazioni risultano galeniche e questo finisce
      per aumentare la disomogeneità delle casistiche cliniche.
      Vi è anche da rilevare che, sebbene vi sia una produzione italiana in questo settore,
      segnatamente di CBD, il principio non psicoattivo, restano però ancora dei
      limiti legislativi per cui il prodotto non è un farmacoterapico, ma un prodotto
      siglato R&D – Reserch and Development- pertanto non usabile nell’uomo.
      Nemmeno si può dire che i cannabinoidi sian sostanze così semplicissime da
      utilizzare, in primis poichè possono aver effetto ansiolitico ma, di norma, la
      THC, ad esempio, può rivelarsi depressogena, come d’altra parte molti farmaci
      da lungo tempo ufficiali, quali, ad esempio, alcuni calcioantagonisti ed
      alcuni neurolettici e benzodiazepine; farmaci che, non per questo, sono in
      disuso.
      Se continueremo a lavorare seriamente e con impegno, tra qualche anno, si
      spera e si crede, non ci saranno particolari combattimenti da sopportare.
      Intanto si lavora con convincimento e con spirito critico perchè solo dati
      veridici sono e restano inoppugnabili.
      Al momento resta che il curarsi con i cannabinoidi non è, in genere, a basso
      prezzo. Va detto però che ci son diversi farmaci ufficiali costosi che son
      dispensati dal SSN solo per un segmento molto ridotto di patologie e questo si
      lega a un deficit di richieste di introduzione a ruolo presso il Ministero,
      cosa, in parte, spiegabile con l’elevato prezzo delle fasi di ricerca e
      validazione che sono ben quattro. Succede pertanto che diversi principi
      importanti si usino in off-label e sulla base di lavori scientifici come
      quelli che lei sta raccogliendo.
      L’ off-label è pratica molto presente in pediatria. In effetti, se si va a ben
      guardare, i farmaci costruiti per i bambini son davvero pochi.
      Oramai, però, ci siamo abituati.
      La ringraziamo per i complimenti che aiuteranno di sicuro il nostro impegno e
      la nostra onestà.
      Grazie

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