anti CGRP – Terapie Naturali

CGRP – Terapie Naturali 

 

La storia della ricerca sui meccanismi del CGRP (Calcitonin Gene Related Peptide) e tachichinine nell’attacco di cefalea comincia da un lavoro della Prof.ssa Maria Sicuteri Nicolodi e della biologa Dr. Elena Del Bianco che è stato premiato da giuria internazionale e presentato al Congresso Mondiale di Sidney (Australia) negli anni ‘90.

Questo lavoro ha dimostrao come il CGRP, insieme a SP, si innalzasse in concomitanza dell’attacco di emicrania e di cefalea a grappolo. In effetti si potrebbe avere la sensazione che il CGRP possa provocare dolore e cefalea, ad ogni modo, possa svolgere un ruolo di supporto. In quel periodo, poiché non siamo solo neurologi, ma anche internisti, ci siamo interessati anche di fenomeni che seguono ischemie cardiache e cerebrali, vedendo che in quei casi il CGRP ha un ruolo protettivo.

Questo ci portò a decidere di non affrontare il problema azzerando l’attività di CGRP e/o SP. Ci parve, in effetti, che questo approccio, potesse, nel tempo, creare problemi su altri versanti.

A quel punto entrò in gioco la Capsaicina, principio presente in natura, che era stata dimostrata capace di bloccare solo temporaneamente l’attività di CGRP e SP. Grazie a questa sostanza si capì anche che CGRP e SP cooperassero a produrre il dolore, ma non ne fossero l’unica origine. Si decise pertanto per la somministrazione di Capsaicina in dosi e tempi che salvaguardassero danni ai tessuti o lungo blocco di funzioni sistemiche e si definì, pertanto, un approccio al CGRP e SP che, fondato su un principio naturale, portò evidenti miglioramenti anche nella cefalea a grappolo.

Ad oggi possiamo dire che vi sono altri principi naturali, estratti del mondo vegetale, che potrebbero essere utilizzati, atti sempre a agire su CGRP e SP, ma solo in zone specifiche che il medico decide di trattare in senso anti-cefalalgico, senza intaccare nient’altro.

In ultimo si rileva una cosa di non trascurabile interesse, e cioè che agire contemporaneamente su CGRP e SP può esser una metodica vincente o, almeno decisamente rilevante, per curare anche la depressione e l’ansia.

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