Archive for maggio 2012

DIETA E CEFALEA

CONTRIBUTI DEI MEMBRI DELLA FONDAZIONE
Nicolodi M, Sicuteri F.Wine and Migraine: Compatibility or incompatibility?
Drugs Exptl. Clin. Res. 1999
Traduzione: Vino ed emicrania: compatibilità o incompatibilità?

Nicolodi M, Torrini A. From NMDA theory of chronic migraine to polyamines dietary implementations . Cephalalgia 29 (1) 38, 2009
Traduzione: Dalla Teoria dell’NMDA dell’emicrania cronica all’implementazione dietetica con poliamine

DALL’ESTERO
e Role of Diet in Migraine
1. Jose L. Medina M.D.1,
2. Seymour Diamond M.D.2
Article first published online: 23 JUN 2005
DOI: 10.1111/j.1526-4610.1978.hed1801031.x
Issue

Headache: The Journal of Head and Face Pain
Volume 18, Issue 1, pages 31–34, March 1978
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SYNOPSIS
Twenty-four migraineurs were placed on three diets: A, B, and C for 18 weeks. Diet A foods contained tyramine, exclusive of tyramine-free foodstuff. Diet B patients consumed tyramine-freefoods and excluded those containing tyramine. The Diet C group ate and drank ad-lib. The results showed no significant difference in the severity of migraine in any diet; however, some headaches were time-locked to the ingestion of alcohol, chocolate and fasting. These dietary factors probably do not increase the frequency of headaches but may precipitate them earlier. In general, diet appears to be relatively unimportant in migraine.
TRADUZIONE
Ventiquattro emicranici son stati assegnati a 3 diverse diete dette A, B e C per 18 settimane. Nella dieta A , i cibi erano cibi contenenti tiramina. Nella dieta B i pazienti invece consumavano solo cibi assolutamente privi di tiramina. La dieta C consisteva della possibilità di mangiare e bere liberamente secondo i propri desideri. Ne è risultato che non il mutare della dieta non induceva alcuna vera differenza nella severità dell’emicrania, anche se vi potevano essere alcune relazioni temporali con alchol, cioccolata, digiuno. Questi ultimi fattori verosimilmente non aumentavano la frequenza delle cefalee ma le anticipavano . In generale quindi appare che la dieta sia relativamente non importante nell’emicrania

Vi è sempre stato un gran parlare circa alimenti “da evitare” . Come messo in luce dal contributo americano e dal nostro articolo sulla tolleranza a 1 decilitro di vino non si tratta di vera intolleranza ma di anticipazione di un attacco che doveva comunque venire. In altre parole soggetti che fanno uso di alimenti incriminati o che non ne fanno alcuno hanno lo stesso numero e severità d’attacchi.

Ovviamente non si intende qui assolvere gli abusi che son comunque nocivi né si intende disdire la regola che stabilisce come l’alcol , assunto in fase di grappolo , precipiti l’attacco nel cluster. La regola vale per la cluster headache e non è stato provato che in realtà il numero di attacchi aumenti al di là di esser anticipato anche se è verosimile.

Desideriamo piuttosto, una volta stabilito che una dieta monastica non risolve la cefalea , domandarci se esistono degli studi che ci dicono come strutturare una dieta o introdurre complementi dietetici e secondo quale logica.

Le Poliammine. Son composti organici con due o più gruppi amminici, son fra i primissimi composti naturali umani individuati al microscopio – nel 1674- nel liquido seminale umano. Sono fattori di crescita per le cellule.
Hanno grande affinità per il DNA e per gli ioni Ca ++ e Mg ++, tante volte invocati nella patogenesi dell’emicrania.
Cosa ancora più importante specie per le forme croniche del dolore , si è dimostrato che le poliammine hanno la capacità di agire come modulatori davvero potenti a livello dei recettori NMDA coinvolti nel meccanismo della cronicizzazione del dolore.

Non introduciamo direttamente le poliammine ma facciamo si , somministrando sostanze naturali con l’alimentazione, che sia l’organismo stesso, entro le sue capacità , a fabbricarle a livello intestinale.
I risultati son particolarmente buoni anche e proprio su forme decisamente severe

Questo è un modo per utilizzare i complementi dietetici e le capacità del nostro tubo intestinale a favore dell’intero organismo

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