Archive for febbraio 2012

Uso moderno delle terapie

CORRETTO USO DEI FARMACI, OGGI

FARMACOGENETICA E FARMACOCINETICA

LA FDA sta procedendo a  far sì che specifiche classi di farmaci siano applicate solo previa conoscenza dell’ assett dei polimorfismi genetici  responsabili della farmacocinetica (assorbimento , distribuzione, metabolismo, eliminazione) e della farmaco dinamica (sistema immunitario, enzimi, canali ionici, recettori)  (Pirmohamed M, and Park BK . Trends Pharmacol Sci 22 , 289, 2001) del farmaco stesso. L’esempio più rilevante anche in senso d’impatto emotivo concerne il tamoxifene sinora somministrato secondo criteri ultratrentennali di presenza /assenza di espressione recettoriale da parte delle cellule tumorali nel cancro della mammella

La non conoscenza dei meccanismi sopradescritti  ha come conseguenza quanto monitorato in USA e riassumibile nei seguenti punti

TOSSICITA’ DEI FARMACI E NECESSITA’ DI  ADEGUAMENTO DELLA DOSE TERAPEUTICA

-         100.000 morti/anno per tossità da farmaci : 4° –6° causa di morte (Lazarou J. J Am Med Assoc 279, 1200, 1998

-         Nella fattispecie  i polimorfismi del citocromo CYP2D6  in uno studio di dose richiesta evidenziava

-         Metabolizzatori lenti : 10 mg /die  versus i 75 –150  dello standard

-         Metabolizzatori ultrarapidi 300 –500 mg /die versus i 75 –150  dello standard

( Ingelman-Saundberg M. Trends Pharmacol Sci, 25 , 193, 2004)

-         Sembra possibile identificare almeno 8 varianti alleliche nel locus del gene TMPT associate ad attività enzimatica ridotta: Le più comuni: TMPT*2, TMPT*3A, TMPT*3C, in caso di terapia con mercaptopurina i pazienti con attività deficitaria posson sviluppare mielotossicità. La riduzione del dosaggio del 90% può portare a terapia efficace senza effetti avversi , al contrario soggetti portatori di wild-type posson richiedere alte dosi di  6-mercaptopurina per rispondere al trattamento (leucemie, malattie autoimmuni) (Heckmann JM et al J Nerol Sci 231, 71, 2005

-         Parimenti l’antitumorale irinotecano induce grave tossicità intestinale in caso di ridotta attività UGT – TA7 TAA (Burchell B. Am. J Parmacogenomics 3, 37, 2003

-         RESISTENZA AI FARMACI

-         Si può evidenziare anche il caso di totale refrattarietà  od elevatissima ai farmaci. Esempi:

-         Individui omozigoti per un polimorfismo funzionale nell’esone 26 del gene MDR1 presentano aumento della proteina GP-170: tali soggetti son refrattari al trattamento con antiepilettici (Sisodya SM. Curr. Neurol Neurosci Rep 5, 307, 2005  ***

-         Asmatici trattati con albuterolo  hanno evidenziato tachifilassi  se con genotipo Arg/Arg (Isreal et al . Lancet 364, 1505, 2004

 

REAZIONI AVVERSE SPECIFICHE

-         Una mutazione del gene KCNE2 può causare , durante l’impiego di claritromicina o sulfometossazolo trimetoprim allungamento del QT sino alla torsione di punta (Avidin A et al. J Mol Med, 83, 159,2005)

-         Sindromi neurolettiche: Discinesia tardiva in presenza di mutazione di Gly9Ser – clorpromazina  (Mihara K et al Am J Med Genet 114 693, 2002)  Ipertermia maligna   è connessa a mutazioni del gene RyR1 (esone 4) (Litman RS, Rosenmberg H. J Am Med Assoc. 293, 2918, 2005)

 

CATEGORIE FARMACOLOGICHE D’INTERESSE PER  LA TERAPIA DELLA CEFALEA
Esempi di categorie farmacologiche:  Beta bloccanti *** , antipsicotici ***, antidepressivi  ***.

La differente metabolizzazione induce effetti terapeutici che vanno dallo  0 al effetto avverso di marcato impatto clinico.  La popolazione evidenzia quindi la presenza di metabolizzatori poveri di 2D6 . Al converso nei metabolizzatori ultrarapidi si può arrivare a una dose richiesta  50 volte maggiore per sortire effetto terapeutico ( Farmacologia Cagliari e Milano: dati personali)

Alleli non frequenti:  /CYP 2D6) *6, */, *8, *11, *12. 14, 20,31,38, *44 sono associati ad assenza d’attività enzimatica

-         Metabolizzatori lenti : es: *4-*5: deficit metabolismo  Tali soggetti hanno dunque effetti avversi

-         Metabolizzatori intermedi : soggetti in eterozigosi  presentano in genere un allele funzionale ed uno non funzionale (Es *1-  *4)  o due alleli parzialmente funzionali ( es: * 9 – *10) Tali soggetti posson richiedere, per conseguire azione terapeutica un dosaggio chiaramente inferiore alla norma

-         Metabolizzatori rapidi:  persone  con aumentata espressione del 2D6 dovuta alla presenza  di  tre o più alleli funzionali. Questi soggetti richiedono , per un’azione terapeutica un dosaggio notevolmente superiore alla norma

 

 

Le categorie farmacologiche contrassegnate in questo ultimo paragrafo dai tre  asterischi ( ***)  corrispondono a categorie farmacologiche  largamente usati nella terapia della cefalea  e di gran parte dei dolori  oltre che  nell’indicazione primigenia di commercializzazione

 

 

 

The Clinical Pharmacogenetics Implementation Consortium (CPIC) has published the guidelines

 

 

 

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Ereditarietà: ruolo nella cefalea

Emicrania ed eredo familiarità
L’emicranio è una patologia multifattoriale, resta peraltro confermato il ruolo della eredo familiarità ed ereditarietà
Di seguito dati scientifici pubblicati in proposito

Dati e lavori personali degli afferenti alla Fondazione Sicuteri-Nicolodi
- Nicolodi M, Sicuteri F. Systemic vascular hyperalgesia: a genetic index of dysnociception.Workshop “Autoanalgesia and its dysfunctions”, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Firenze 17 dicembre 1993
- Nicolodi M, Sicuteri F. Heterotopic visceral hyperalgesia strongly supports the inheritable central nature of migraine. Cephalalgia 15 (14): 72, 1995
- Nicolodi M, Coppola G, Sicuteri R, Sicuteri F. Visceral pain heritability in migraineours blood akins. IASP 7th World Congress on pain, Paris, August 22-27, 1993, p 12
- Nicolodi M. The detection of third hyperalgesia in man. 8th World Congress “The pain Clinic”May 6-10, 1998, Santa Cruz de Tenerife -Spain, plenary lecture
- Nicolodi M, Sicuteri F. The detection of inheritable, pain independent “third hyperalgesia”. In: J:A: De Vera, W. Parris, S.Erdine (Eds:) Management of pain : A world perspecive, Bologna: Internat Proc. Div. Monduzzi, Vol.3 pp 352-359, 1988
- Gerola S., Battistini S, Stenirri S, Nicolodi M, Arnetoli G, Canova S, Binelli G. Bernardi A, Balan S, Ferrari M, Carrera P. CACNA1A gene non-synomynous single nucleotide polymorphism and common migraine in Italy: a cas-controll association study wth a micro-array technology. Clin. Chem Lab. Med 47(6): 783-5, 2009

Dall’estero
Only the rare condition familial hemiplegic migraine has an autosomal dominant pattern of inheritance. There is undoubtedly a familial link

The inheritance of migraine with aura estimated by means of structural equation modelling
V. Ulrich, M. Gervil, K. Kyvik, J. Olesen, and M. Russell
Department of Neurology, Glostrup Hospital, University of Copenhagen, Denmark.
This article has been cited by other articles in PMC.
Abstract
Studies of migraine with aura (MA) have shown familial aggregation of the disorder, which cannot be explained by simple mendelian inheritance. The interest in a genetic basis for the disorder has increased after identification of three genetic loci for familial hemiplegic migraine (FHM), which is a rare subtype of MA with autosomal dominant inheritance. Both genetic and environmental factors seem to be important in the expression of MA.
Genetics of Migraine
Genetics of Migraine: An Update
Kathy L. Gardner, MD
Observations including the long-recognized tendency of migraine to run in families, the high concordance rates
for migraine in twins reared together or apart, and the association of specific mutations with a rare migraine form
are consistent with a genetic contribution to the disorder. This
The genetics of migraine.
Ducros A, Tournier-Lasserve E, Bousser MG.
Source
Headache Emergency Department, Lariboisière Hospital, Paris, France. anne.ducros@lrb.ap-hop-paris.fr
Abstract
The search for genes involved in the pathophysiology of migraine poses major difficulties. First, there is no objective diagnostic method to assess the status of the individuals studied. Second, migraine is a polygenic multifactorial disorder. Familial hemiplegic migraine (FHM) is the only known autosomal dominant subtype of migraine. In half the families with FHM who have been studied, there are mutations in the calcium-channel gene CACNA1A, located on chromosome 19. In other families, a locus has been mapped on chromosome 1. The role of these loci in typical migraine is still unknown. A susceptibility locus for migraine with aura has been located on chromosome 19 (but is distinct from CACNA1A) and a genome-wide linkage analysis has mapped a susceptibility locus on chromosome 4. Another locus for migraine may be on the X chromosome. Finally, many positive association studies have been published, but few have been replicated.

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Le nuove indicazioni nella la diagnosi della fibromialgia

FIBROMIALGIA

Che cos’è la fibromialgia? Sino a tempi estremamente recenti ci siamo riferiti ai criteri ACR (American College of Rheumatology ) per diagnosticare tale patologia, nello studiarla, nel parlarne. I vecchi criteri ACR furono stabiliti circa 20 fa ed erano basati sull’individuazione di un numero fisso – 11 o più – tender points simmet6rici responsivi con dolore locale alla compressione esercitata in 18 aree specifiche. Il risultato di un indagine su vasta scala ha poi messo in evidenza come solo il 25 % dei fibriomialgici avessero corretta e tempestiva diagnosi affidandosi al metodo ventennale di repertazione dei tender points. Questo voleva dire che i rimanenti pazienti restavano una non riconosciuta ma foltissima schiera di non-diagnosticati. Nel 2010 membri dell’ American College of Rheumatology hanno dato una svolta stilando criteri più ampi e articolati per far diagnosi di fibromialgia.
Questa revisione ha preso le mosse da una larga messe d’osservazioni.
Menzioniamo qui le principali, quelle che hanno rilevanza per i pazienti ed i medici di base.
In effetti, prima che venisse alla luce questo nuovo strumento diagnostico, molte erano le diagnosi mancate per la difficoltà ad esaminare correttamente l’esistenza dei molti tender points. Questo derivava dal fatto che la fibromialgia era una diagnosi basata su un unico, solo sintoma, il che, alla luce delle odierne considerazione, può esser considerato un errore. In effetti son risultati da considerare una lista di fattori che riassumiamo di seguito. Son sintomi che, a livello neuronale/neuro biochimico condividono il meccanismo patofisiologico alla base della genesi del dolore che rimane la manifestazione cruciale della sindrome della fibromialgia.
Segni chiave della fibromialgia sono:
- Sintomi connessi alle capacità mnesiche
- Sintomi somatici
- Alterazioni dello stato emotivo
Questo indica che la fibromialgia deve esser considerata una sindrome caratterizzata da un ventaglio di disordini che devono essere tutti considerati battendo una doppia via in cui vediamo, da una parte i segni attinenti al dolore , dall’altra i segni non doloro rosi ma a questi collegati.

Un ulteriore critica alla classificazione sinora in uso si fonda sul fatto che tale vecchia classificazione non risulta in grado di indicare la severità dellamalattia fibromialgica, la sofferenza del paziente, il connettersi di segni e meccanismi. Questo ha condotto ad usare una scala di severità basata sui differenti sintomi. Questi valori entrano a far parte della diagnosi
Parametri di severità del dolore:
1= problema modesto, moderato o intermittente 2= problemi da moderati a marcati , sempre presenti comunque a livello moderato presenti 3= problemi severi e pervasivi, problemi continui in grado di alterare la qualità di vita
I parametri su cui applicare la sovra citata scala di severità devono riferirsi ai seguenti sintomi , come percepiti nei 7 giorni precedenti la raccolta dei dati

- dolore (scala del dolore denominate WPI)
- senso di fatica
- problemi di sonno
- problemi correlate ad ansietà e depressione
- problemi correlati allo svegliarsi sempre stanchi
- problemi direttamente connessi al dolore fibromialgico in atto
-
- (Nota bene :; tale questionario può esser valido per molte malattie di tipo reumatologico pertanto risulta valido per seguire un paziente che abbia già ricevuto corretta diagnosi o almeno quando altre patologie son state definitivamente escluse.
Inoltre il paziente deve dare un voto ai seguenti sintomi scegliendo un numero su una scala (VAS) da 0 a 10
- Severità del dolore durante l’ultima settimana
- Severità della stanchezza e /o della stanchezza ed affaticabilità durante l’ultima settimana
- Severità dei problemi connessi al sonno
- Severità dei problemi posti dallo svegliarsi non riposati

I compiti da assolvere alla prima visita da parte del medico sono
Indicare la certezza di diagnosi – scala da 0 a 10, dove 0 = molto incerta e 10 = assoluta certezza
Verificare la presenza di tenders simmetrici (numero da 0 a 18)
Completare la valutazione del dolore- WIP

Completare la valutazione per
- dolore
- fatica
- disturbi del sonno
- segni mnesici
- segni di disturbo dell’umore
- svegliarsi stanchi

Il medico deve anche valutare la presenza dei seguenti sintomi

Fatica
Problemi mnesici

Cefalea
Sindrome del colon irritabile
Diarrea
Costipazione
Dolore muscolare
Debolezza muscolare
Parestesie
Vertigini
Problemi di sonno
Depressione
Ansietà

In alter parole ci troviamo di fronte a un parziale flash-back che ci fa tornare alla figura clinica che Federigo Sicuteri propose all’inizio degli anni ’70 al Consiglio IASP. Allora fu posto l’accento sulla iperalgesia e allodinia generalizzate e sistemiche in grado d’indurre dolenzie anche viscerali – vedi sindrome del colon irritabile etc- come anche di connettere la patologia fibromialgica alla cefalea. Si proponeva allora una condizione di dissesto generalizzato dell’analgesia caratterizzato da una anarchica iper-trasmissione del segnale sensitive algogeno che generava quella che fu denominate “paniperalgesia” –(dal greco dove pan significa tutto e iperalgesia abbassamento della soglia al dolore per cui anche stimoli livi inducono dolore franco e marcato). Tuttavia fu scelto il nome fibromialgia. Nome che è rimasto nel tempo e4 che ha portato a far ricerca sui muscoli. Al contrario, è oggi opinione diffusa che il “primum movens” non sia da ricercarsi a questo livello ma a livello centrale appunto in una disomeostasi tra i sistemi di conduzioni e quelli di inibizione del dolore. Fin dai primi esperimenti fu infatti messo in luce come un inibitore della serotonina, protagonista nel sistema dell’analgesia , fosse in grado di indurre diffuso dolore nei mammiferi e la cosiddetta sindrome fibromialgica. Reversibile ma severa, nei cefalalgici
Questo ci introduce al capitolo del comune meccanismo tra fibromialgia e cefalea
- L’intrecciarsi tra meccanismi patofisiologici della cefalea e della fibromialgia

LE CARATTERISTICHE CLINICHE
I primi approcci a questo problema furono iniziati negli novanta. Di poi la disamina epidemiologica è continuata fino al 2011. I dati raccolti riguardano un numero molto vasto di soggetti (oltre 600). Il dato che emerge è che fibromialgia e cefalea, osservati non solo come dolore, ma nella loro interezza di malattie appaiono sovrapponibili.

A seguire uno schema riassuntivo dei dati pertinenti fibromialgia ed emicrania . In tale schema le voci son poste di seguito : emicrania , indi fibromialgia

EMICRANIA SEVERA
Rapporto
maschi:femmine Penalizza le femmine che corrono
Rischio assai più alto

Depressione/ansietà Depressione/ansietà
Nella maggioranza nella maggioranza
Dei pazienti

Colon Irritabile
Più della metà
Dei pazienti

Disturbi del sonno
Più della metà maggioranza dei
Pazienti

Astenia
Nella maggioranza Dei pazienti

Fibromialgia
Metà dei pazienti

FIBROMIALGIA
Rapporto maschi femmine Penalizza le femmine che corrono
Rischio assai più alto Depressione/ansietà
Nella maggioranza Dei pazient8i

Colon Irritabile
Più della metà
Dei pazienti

Depressione/ansietà Depressione/ansietà
Nella maggioranza nella maggioranza
Dei pazienti

Disturbi del sonno sonno
la maggioranza dei
Paienti

Astenia Astenia
Nella maggioranza
Dei pazienti

Cefalea Quasi tutti i pazienti

E’ di rilievo notare che in diversi emicranici severi , l’attacco è associato a brevi “flare” – flash intensi- di dolore fibromialgico che talvolta può scaturire per stress avversativi, così come l’attacco emicranico

ALCUNI CONTRIBUTI DEGLI AFFERENTI ALLA FONDAZIONE
Nicolodi M, Sicuteri F. Patofisiologia e neurobiochimica della fibromialgia primaria (alias panalgia), Atti del XVII Congresso Nazionale AISD, Perugia 8-11 Giugno 1994

Nicolodi M, Sicuteri F. Hyperalgesia and overreaction in migraine as signs of central pain. In : F Clifford-Rose (ed.) Advances in Migraine Research and Therapy:3, London: Smith-Gordon, pp 45-57, 1994
Nicolodi M. The L-5-HTP/MAOI joint treatment appears to be the most effective therapy of primary fibromyalgia. 8th International meeting on tryptophan research, Padova , June 25-29, 1995
Sicuteri F, Nicolodi M. Para-chlorophenylalanine treatment provoked the first (1974) cases of eosinophilia myofascial syndrome (EMS). No EMS during long term treatment with uncontaminated L-tryptophan. 8th International meeting on tryptophan research, Padova , June 25-29, 1995
Nicolodi M, Sarzi Puttini S, Sicuteri F. Fibromyalgia sufferers are headache sufferers. Cephalalgia 15 (14): 296, 1995
Nicolodi M, Sicuteri F. Dalla neurochimica recettoriale della fibromialgia nuove ipotesi terapeutiche. Atti del XCVI Congresso dell Società Italiana di Medicina Interna, Roma 12-15 Ottobre, 1995
Nicolodi M, Sicuteri F. Fibromyalgia and migraine: two faces of the same mechanism. Serotonin as the common clue in pathogenesis and therapy In: G Allegri Filippini , CVL Costa, Bertazzo A (eds) Advances in experimental medicine and biology, Vol 398 -Recent Advances in Tryptophan Research, New York: Plenum Press, pp 373-379, 1996
Nicolodi M., Sicuteri F Eosinophilia myalgia syndrome: its relation with fenclonine and tryptophan contaminants. In: G Allegri Filippini , CVL Costa, Bertazzo A (eds) Advances in experimental medicine and biology, Vol 398 -Recent Advances in Tryptophan Research, New York: Plenum Press, pp 351-357 , 1996
Nicolodi M, Sicuteri F. Panalgia. Patofisiologia della disnocicezione: dalla cefalea ai dolori sistemici. In: M Tiengo, C Benedetti (eds). Fisiopatologia e terapia del dolore. Milano: Masson, pp 269-278, 1996
Nicolodi M, Sicuteri F. Fibromialgia primaria: un comune terreno patogenetico. FARMACI. 20 (2): 48-53, 1996
Sicuteri F, Nicolodi M. Headache and fibromyalgia: two faces of an only dysnociceptive set-up. III EHF Congress, Santa Margherita di Pula (Sardinia), June 5-8, 1996, Funct. Neurol
(11) 2/3: 119-120, 1996
Sicuteri F, Nicolodi M. Fibromyalgia (alias central panalgia): The severest expression of dysnociception. Cephalalgia 16 (5): 366, 1996
Nicolodi M, Sicuteri F, Sarzi Puttini S, Conforti L. Migraine as a precusor of fibromyalgia: results of a multicentric study. 8th World Congress on Pain, Vancouver, BC, Canada, August 17-22, 1996
Nicolodi M. Sindromes miofasciales. Primer seminario internacional del dolor ; 17-19 Ottobere 1996 Santiago del Cile
Nicolodi M, Volpe AR, Sicuteri F. Fibromyalgia and headache: failure of serotonergic analgesia and N-methyl-D-aspartate-mediated neuronal plasticity their common clues. Cephalalagia18 (21): 41-44, 1998
Nicolodi M, Migraine co-morbid conditions: fibromyalgia and deafferentation pain. European Neurol. Society, Teaching course, Lisbon May 2011

DALL?ESTERO
Friederick Wolfe, Daniel J Clauw et al.
The American College of Rheumatology Preliminary Diagnostic Criteria for FM and Measurement of Symptoms severity.
Arthritis Care and Research 2010;62 (5):600 DOI: 10.1002/acr. 20140

Neurophysiol Clin. 2001 Feb;31(1):18-33.
[Sleep in fibromyalgia: review of clinical and polysomnographic data].
[Article in French]
Dauvilliers Y, Touchon J.

Source
Service de neurologie B, hôpital Gui-de-Chauliac, 80, avenue Augustin-Fliche, 34295 Montpellier, France. ydauvilliers@yahoo.fr
Abstract
Fibromyalgia syndrome is a common chronic pain syndrome that is often associated with sleep disturbances characterized by subjective experience of non-restorative sleep. The complaints of sleep disturbances are correlated with polysomnographic features showing clear abnormalities in the continuity of sleep as well as in the sleep architecture. Sleep-recording abnormalities are characterized by a reduced sleep efficiency with increased number of awakenings, a reduced amount of slow wave sleep and an abnormal alpha wave intrusion in non rapid eye movement, termed alpha-delta sleep. These data were confirmed by spectral analysis of sleep showing an increased EEG power density in the higher frequency band and a reduced EEG power density in the lower frequency bands. Moreover, other microstructural aspects of sleep were modified with high frequency of arousals and alpha-K complex reported, both indicators of fragmented sleep. The fibromyalgia symptoms may relate to a non-restorative sleep disorder associated with the alpha-EEG sleep anomalies. However, alpha-EEG sleep anomaly is non-specific for fibrositis, also seen in normal controls during stage 4 sleep deprivation. Moreover, fibromyalgia patients may also experience primary sleep disorder such as sleep apnea or periodic leg movements. The etiology of this common condition is incompletely understood and the existence of a specific entity of fibromyalgia is still a matter of debate. However, several studies have found abnormal brain metabolism of substances such as serotonin implicated in sleep arousal and pain mechanisms and administration of tricyclic antidepressants and selective serotonin reuptake inhibitors may be useful in fibromyalgia. Pain, poor sleep quality and anxiety may contribute to the clinical picture. Several factors such as psychological, environmental, genetic factor, altered serotonin metabolism and altered sleep physiology are involved in the pathogenesis of fibromyalgia.

The Abnormal Central Pain Processing Mechanism In Patients With Fibromyalgia

By Roland Staud, M.D.

The following article is excerpted from Dr. Staud’s presentation of the same name delivered at the National Fibromyalgia Partnership’s May 2002 conference, Fibromyalgia: Facing the Future, in Orlando, Florida. It is reprinted from Fibromyalgia Frontiers (Vol. 10, #3, 2002), the quarterly journal of the NFP.

For the last five years at the University of Florida, we have been engaged in defining mechanisms that explain the pain of fibromyalgia and comparing them to those which apply to the general population. I will show you some data that we have found and explain how it plays out in terms of mechanisms that are centrally located in the brain and nervous system.

 

Peres MF, Young WB, Kaup AO, Zukerman E, Silberstein SD. Fibromyalgia is common in patients with transformed migraine. Neurology. 2001;57:1326–8. 4

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Cefalea: Salviamo i bambini

SALVIAMO I BAMBINI

Contributi da parte di afferenti alla Fondazione
Nicolodi M, Sicuteri F. 5 L-hydroxytryptophan can prevent nociceptive disorder in man ( 5 L- idrossitriptofano ha la capacità di prevenire patologie dolorose nell’essere umano) : In Heuter G et al (eds) Tryptophan, serotonin and melatonin. Advances in experimental Medicine and Biology, vol 467, 2000

Nicolodi M, Sicuteri F. Acetil- L- carnitine in behaviour and prophylaxis of migraine in children and preadolescents (acetil-L carnitina nel comportamento e nella profilassi dell’ emicrania nei bambini e nella preadoloscenza) . Cephalalgia 20(4) , 2000

Nicolodi M , Sicuteri F, Torrini A. Prevalence and features of chronic migraine in children in the period 1993-1995 versus the period 2001-2003, claim for aid (La numerosità dei soggetti con cefalea cronica infanto-giovanile nel periodo 1993-1995 confrontata a quella del periodo 2001-2003:una richiesta d’aiuto) . J Headache and Pain , 2004

M Nicolodi, Torrini A . CNS basic defect: its non invasive measurement in childrenJ ( Alterazione del CNS evidenziate con sistema non invasivo nei bambini) Headache and Pain, 2004

M Nicolodi, A Torrini Eating disorders in children and adolescents suffering from migraine: the need to watch over (Disturbi dell’ alimentazione nei bambini e negli adolescenti emicranici: necessità di sorveglianza) J Headache and Pain, 2004

DALLA CONVENZIONE DELL’ ONU SUI DIRITTI DELL’ INFANZIA

NOTA nella convenzione viene usato il temine “children” che dovrebbe essere tradotto in “bambini e adolescenti” e descrive gli individui d’età inferiore ai 18 anni (ex. articolo 1) . Qui tradurremo il termine con “bambini e ragazzi”.

TUTELE

1- Diritto alla vita (ex articolo 6)
2- Diritto alla salute (ex articolo 24)
3- Diritto d’esprimere la propria opinione (ex articolo 12)
4- Diritto di essere informati (ex articolo 13)
5- Diritto a ricevere, in via primaria, tutela degli interessi in ogni circostanza (ex articolo 3)

Questi i diritti tutelati che ci impongono monitoraggi periodici delle condizioni. Monitoraggio che noi redigiamo per quanto riguarda le patologie di nostra pertinenza così come per le patologie dipendenti e da queste e le comorbilità quali i disturbi del comportamento e della condotta sociale

L’ultimo aggiornamento pubblicato era pertinente
- L’impennata drammatica della forma cronica nei ragazzi *
- I disturbi dell’alimentazione nei ragazzi cefalalgici *
- Prevalenza di comportamento sociale e familiare aberrante nei ragazzi cefalalgici

In particolare, la pubblicazione dei dati che registravano un drammatico incremento di cefalea cronica nei ragazzi si sono associati ad una richiesta d’aiuto presso tutti : Enti pubblici e privati. Qualsivoglia intervento ci pareva importante poiché eventi così rilevanti durante la vita scolastica e spesso entro il periodo della scuola dell’ obbligo abbiamo visto cambiare fondamentalmente le scelte dei ragazzi ed il loro approccio con la vita. Questo si chiama cambiare il destino d’un ragazzo e non certo in senso positivo. Se si cambia in senso negativo il destino di molti ragazzi si cambia in negativo il domani. Non vogliamo renderci colpevoli e continuiamo la nostra missione di rilevamento dei danni, di denuncia dei danni. Perché se interviene cefalea di una qualche serietà vi sono indotti negativi certi
- i ragazzi affetti perdono rendimento scolastico e/o sociale
- intervengono alterazioni nei rapporti interpersonali e la gestione di se stessi diversifica in senso negativo
- si possono configurare manifestazioni caratteriali /sociali aberranti

Tutta questa cascata d’eventi potrebbe essere fermata all’ origine prevenendo ogni evento poiché esiste la possibilità di stabilire, anche se in modo non definitivo, la predisposizione del ragazzo. Ricordiamo di fatti che questa è una patologia eredogenetica.

Ricordiamo ancora che abbiamo validato mezzi per prevenire tale evento in età giovanissima. Tali studi , che abbisognano di oltre 20 anni per aver concretezza sono stati condotti su un campione di oltre 500 ragazzi. I risultati ci dicono che abbiamo aperto una strada che non è remunerativa ma che salva molti giovanissimi destini.
I ragazzi sono il domani del mondo, questo ci pare abbastanza remunerativo

I nostri sono i bambini del mondo quanto gli altri Nell’aiutarli aiuteremo le speranze di un domani migliore

IL MODELLO DELLA LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA
L’aggressivita come condizione per ottenere il primato è uno dei capisaldi della nostra società. In effetti già fin dalle prime classi scolastiche il bambino impara l’importanza del giudizio che discrimina ed è da qui che scaturisce una gerarchizzazione che si basa sull’intelligenza e ancor più sulla prontezza, sulle capacità. Il bambino, il ragazzo presto impara che bisogna partire bene armati o, ad ogni modo, armarsi per sopravvivere. Questo punto di vista trova molte e differenti radici
Intanto deriva dall’ evoluzionismo darwininano in cui è stabilito che l’emergere è riservato ai più forti, ai più adatti all’ambiente. Stimoli analoghi sono giunti dal marxismo per cui si è propugnata la lotta per l’elevazione della classe sottomessa e questo ha dato vita a maggior aggressività nelle classi di elité. Anche per certa psicanalisi l’aggressività è insita già nel bambino.
IL MODELLO DELLA VOLONTA’ ALLA PROTEZIONE
Ci proponiamo qui di non puntare sui fattori che disaggregano e tra questi la malattia che crea casta e razza diverse: i sani e i malati, chi ha un futuro, chi invece ha un futuro in pericolo, chi può e chi poi non potrà
Ci proponiamo come soggetti che agiscono per il massimo inserimento sociale in due modi. In primo luogo facendo leva sul tessuto sociale e familiare. In secondo luogo facendo sì che gli adolescenti evolvano un rapporto di protezione verso i più piccoli poiché solo un ragazzo infine può conoscere con sicurezza il cuore, la voglia di vita, il timore, le paure di un bambino.
Noi possiamo essere lo strumento attraverso cui la discriminazione “sano contro malato potente contro impotente” non avvenga, ma quando la malattia è in atto desideriamo che vi sia la tutela di un ragazzo che sia vicino al bambino , pronto a far gruppo con il bambino perché questi si senta sempre, anche durante la cura, accompagnato da chi sa tutto del suo linguaggio e non pretende niente.
Molti adolescenti, molti ragazzi sono pronti a difendere con noi i bambini perché non si sentano soli o facili da aggredire. A noi adulti la responsabilità di ascoltare i problemi prima che divengano discriminazione sociale.

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Rischio Cardio e Cerebrovascolare nell’Emicrania

DATI E CONTROVERSIE

In Europa e in USA questa linea di ricerche ha avuto ampissima risonanza, specialmente per quanto riguarda le lesioni evidenziabili a livello della sostanza bianca nel cervello. In USA si sono aperti molti blog che sottolineavano come l’emicrania non fosse più a lungo da considerarsi mero dolore ma una malattia neurologica che compromette l’organicità cerebrale. Si arriva forse all’allarmismo certo è che tali lesioni son presenti. Posson esser riportati alla spreading depression e quindi alla successiva reperfusion injury. Di sicuro, al momento, ci indicano la necessità di curare l’emicrania come vera malattia.
Se nel settore delle lesioni cerebrali le nostre osservazioni sono in linea con quelle realizzate in Europa ed in USA, i problemi cardiovascolari ci sembrano legati a una diatesi disfunzionale vegetativo dolorosa che ha un largo ventaglio di espressioni a cominciare dalla cosiddetta angina X. Inoltre, non concordiamo sul fatto che i triptani possan provocare angor o infarto miocardico se non in soggetti predisposti. A quanto diciamo si può obiettare che i cefalalgici potrebbero in realtà essere , anche per quanto noi stessi abbiamo detto, dei soggetti predisposti
Dati e lavori personali degli afferenti alla Fondazione Sicuteri-Nicolodi
Sicuteri F, Nicolodi M. A human model of reperfusion injury-Relevance of the mechanism in plegic migraine. Abstract of Symposium “Cerebral Ischemia”, Wenner Gren Foundation, Stockholm, 25-27 October 1994
Nicolodi M, Sicuteri F. Il dolore anginoso in assenza di positività elettrocardiografica e coronarografica. Il ruolo della iperalgesia e del deficit dei sistemi sopraspinali di controllo del segnale sensitivo/algogeno viscerale. Atti del XCVI Congresso della Società Italiana di Medicina Interna, Roma 12-15 Ottobre, 1995
Nicolodi M. Chest pain and sumatriptan: a disagreeable sensation or a witness for prosecution? Cephalalgia 16 (5): 397, 1966
Nicolodi M. Gender and region difference in side-effects induced by sumatriptan. Cephalalgia 16 (5): 396, 1996
Nicolodi M, Pettinati G, Portone F, Sicuteri F. Systemic visceral hyperalgesia in the mechanism of chest pain-The interaction of homotopic and generalised visceral hyperalgesia in the worsening of chest pain and angina” 8th World Congress”The pain Clinic” May 6-10, 1998, Santa Cruz de Tenerife -Spain, plenary lecture
Nicolodi M, Pettinati G, Portone F, Sicuteri F. First demonstration of generalised visceral hyperalgesia in angina sufferers: its possible activity in the crescendo of the disease. In: J:A: De Vera, W. Parris, S.Erdine (Eds:), Management of pain : A world perspecive, Bologna: Internat Proc. Div. Monduzzi, pp 473-476, 1988
M. Nicolodi , Torrini A. Severe migraine, silent brain lesion, and dementia. Cephalalgia 26, 1316, 2006
Nicolodi M, Fanfani F, Torrini A. Cortical atrophy and memory deficits in 4 clusters of chronic migraine sufferers: a 6 years’ observation . Cephalalgia 7(6): 598, 2007

Dall’Estero
Migraine as a Risk Factor
for Subclinical Brain Lesions
Mark C. Kruit, MD
Mark A. van Buchem, MD, PhD
Paul A. M. Hofman, MD, PhD
Jacobus T. N. Bakkers, MD
Gisela M. Terwindt, MD, PhD
Michel D. Ferrari, MD, PhD
Lenore J. Launer, PhD

MIGRAINE IS A COMMON,
chronic, multifactorial
- neurovascular disorder
Is Migraine a Progressive Brain Disease?
1. Richard B. Lipton, MD;
2. Jullie Pan, MD, PhD
[+] Author Affiliations
1. Author Affiliation: Departments of Neurology, Epidemiology and Public Health (Dr Lipton) and Neuroscience (Dr Pan), Albert Einstein College of Medicine, Bronx, NY.
Since this article does not have an abstract, we have provided the first 150 words of the full text.
KEYWORDS:
• cerebral infarction,
• migraine.
In this issue of THE JOURNAL, Kruit and colleagues1 provide important new data on the prevalence of brain infarction and white matter lesions in persons with migraine. The authors systematically recruited individuals with migraine with aura and migraine without aura as well as group-matched controls without migraine from the general Dutch population.

Migraine and Ischaemic Heart Disease and Stroke: Potential Mechanisms and Treatment Implications
1. E Gretchen and
2. MD Tietjen
1. Gretchen E. Tietjen, 3120 Glendale Avenue, RHC 1450, Department of Neurology, The University of Toledo-Health Science Campus, Toledo, OH 43614, USA. Tel. +1 419 383 6187; fax +1 419 383 3093; e-mail gretchen.tietjen@utoledo.edu
Abstract
The migraine-ischemia relationship is best understood in the context of the pathophysiology of migraine. Potential mechanisms of migrainous infarction (stroke occurring during migraine) include vasospasm, hypercoagulability, and vascular changes related to cortical spreading depression. Stroke occurring remote for the migraine attack may be related to arterial dissection, cardioembolism, and endothelial dysfunction. Endothelial dysfunction, a process mediated by oxidative stress

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Meccanismi Differenziali tra Emicrania e Cefalea Tensiva

Cefalea Tensiva: Clinica  e ;Meccanismo

Tension-type headache
Caratteristiche Cliniche

  1. Almeno 10 episodi   meno di 180 giorni all’anno  e di 15 al mese
  2. Cefalea che dura da 30 min a 7 giorni
  3. Le seguenti caratteristiche:
    1. Dolore Compressivo, mai di qualità pulsante
    2. Severità da media a moderata: cioè non proibitiva rispetto ad alcuna attivitò
    3. Localizzazione non unilaterale
    4. Nessun incremento del dolore per azioni fisiche come scuotere la testa, camminare, salire le scale o attività similari
  4. Devon comparire inoltre:
    1. Assenza di nausea
    2. Può esser presente solo uno dei due tratti  a seguito descritti:  fastidio alla luce o fastidio ai rumori
    3. Inoltre tale forma risponde ai barbiturici ed agli oppioidi che perà espongono a cronicizzazione

I meccanismi della cefalea tensiva differiscono da quelli dell’emicrania. Questa è la ragione fondamentale per adire alla spiegazione di terapie sia in acuto , che di fondo assolutamente differenziate per le due forme menzionate. Per molto tempo si è pensato necessario un coinvolgimento dei muscoli o l’intervento di fattori di tensione psichica. Ad oggi vi son dati che mettono in luce il ruolo della tachichinina CGRP come anche di fenomeni di sensibilizzazione centrale , a livello quindi del Sistema Nervoso centrale con pertinenmza alle vie di trasmissione del segnale sensitivo/algogeno
E’ quindi, questo tipo di cefalea, all’origine di molta discussione. E’ in effetti dibattuta quale entità e di questo si ha chiara immagine quando si va ad appurare che, col variare degli investigatori, la prevalenza di questa patologia può variare da circa il 20% al 70% della popolazione. Taqle alta variabiòlità sembra indice di un difetto nel sistema convalidato per la diagnodsi piuttosto che una variabilità da nazione a nazione. E’ comunque un dato disomogeneo che indica la necessità di chiara individuazione di una patologia che potrebbe esser valutata erroneamente.

Contributi dei membri afferenti alla Fondazione
- Sicuteri F, Nicolodi M. Visceral and somatic profiles of needless pain and nonpainful sensations in idiopathic headache. Clin. J. of Pain 7 (1): 38-43, 1991
- Nicolodi M, Volpe AR, Del Bianco PL, Sicuteri F. Inheritable and acquired hyperalgesia associated to abnormal opioid receptor set-up seem to act as opiate addiction prevetors, Int. J. Clin Pharmacol Res., XVII (2/3): 85-88, 1997
-

Dall’estero

Multiple Clinical and Paraclinical Analyses of Chronic Tension-Type Headache Associated or Unassociated With Disorder of Pericranial Muscles
1. Jean Schoenen,
2. Pascale Gerard,
3. Victor De Pasqua and
4. Jeannette Sianard-Gainko
+ Author Affiliations
1. Jean Schoenen, Pascale Gerard, Victor De Pasqua, Jeannette Sianard-Gianko, University Department of Neurology, Headache Unit, CHR Citadelle, Liege, Belgium;
1. Jean Schoenen
Abstract
Thirty-two female patients fulfilling the diagnostic criteria of chronic tension-type headache underwent multiple clinical (severity index before and after biofeedback therapy; anxiety score) and paraclinical (pericranial EMG levels and pressure-pain thresholds, temporalis exteroceptive silent period) assessments. Twenty-three patients (72%) had at least one increased EMG level and/or at least one decreased pain threshold and qualified for the subgroup “associated with disorder of pericranial muscles” (code 2.2.1). Nine patients (28%) were within the normal range for both investigations and would have been classified in the subgroup “unassociated with such disorder” (code 2.2.2). No significant differences were found between these two groups of patients for headache severity, anxiety, response to biofeedback therapy or duration of temporalis second exteroceptive silent period. The various clinical and paraclinical parameters were not significantly correlated to each other. It is therefore suggested that the subdivision of chronic tension-type headache in two subgroups based on pericranial EMG levels and/or pain sensitivity might be artificial. Since both of the latter and temporalis silent periods vary independently, they appear complementary in the study of tension-type headache patients and probably represent peripheral abnormalities, which are induced to varying intensities by a common central nervous system dysfunction

Analgesics combined with butalbital or opiates are often useful for tension-type pain but have an increased risk of causing chronic daily headache. Amitriptyline is the most widely researched prophylactic agent for frequent headaches. No large trials with rigorous methodologies have been conducted for most non-medication therapies. Among the commonly employed modalities are biofeedback, relaxation training, self-hypnosis, and cognitive therapy.
Tension-type headache, formerly called tension headache or muscle contraction headache, is a common condition usually self-treated with over-the-counter (OTC) analgesics

Cephalalgia Vol 19 Issue 6

Pathophysiological mechanisms of tension-type headache: a review of epidemiological and experimental studies

R Jensen*

Article first published online: 31 JUL 2009

DOI: 10.1046/j.1468-2982.1999.0190066

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